Pandemia e digitalizzazione: come pensare al tuo futuro

In Brandscut Rassegna Digitale ti aiuto a organizzare le idee che riguardano il digitale, l’innovazione e la crescita professionale. Ciao, sono Patrick Pasquillo, fondatore di brandscut.com, il primo servizio online italiano che crea video esplicativi su richiesta.


In questo primo episodio di Brandscut Rassegna Digitale apro parlandoti di come la pandemia ha anticipato i trend della digitalizzazione e di come puoi pensare al tuo futuro professionale.


È utile sapere come modellare il proprio business per far fronte a sfide sempre diverse.


Si parlava di 2030. Ora che registro è il 2020 e la pandemia ci ha fatto fare un salto che sembrava abissale.


Si parla di digitalizzazione da diverso tempo ma cos’è veramente la digitalizzazione?


Per chi vuole semplificare la digitalizzazione è portare i processi che normalmente vengono effettuati offline online. Non solo però.


Infatti con il digitale nascono anche nuovi modelli di business che prima non esistevano.Se stai pensando che il digitale non è per tutti ti sbagli. Il digitale modella nuove realtà che sono sempre state offline e le migliora.


Spesso si abbattono costi, si aumentano ricavi e si va oltre una realtà che abbiamo sempre pensato essere solo locale.


Vediamo meglio i nuovi modelli di business più avanti in questo primo episodio.


Ma cos’è successo con la pandemia?


In diversi settori la digitalizzazione è stata brutalmente anticipata con la pandemia Covid-19.


Ci siamo ritrovati a lavorare da casa, a ordinare la spesa alimentare online, a ricevere il pranzo o la cena direttamente a casa al posto di andare al nostro ristorante preferito.


Abbiamo fatto video conferenze in meno tempo di quando facevamo lunghe e noiose riunioni.


Abbiamo organizzato la nostra giornata lavorativa seguendo le nostre necessità e probabilmente abbiamo reso più di prima.


In questo momento che registro stiamo iniziando a riprendere quella che viene definita normalità. Ma quale normalità?


Dobbiamo infatti abituarci a dei cambiamenti epocali.


Una nuova normalità è alle porte e noi dobbiamo adeguarci. La natura pensa da sé, nel bene e nel male, ed eccoci qui mentre molte attività arrancano e forse non riapriranno più.


Il problema non è tanto come superare il cattivo momento della pandemia, il problema è come risolvere un problema che era già preventivato.


Si parlava già di pandemia da coronavirus anni fa. Bill Gates né è la prova vivente.


La pandemia ha anticipato i tempi del digitale. Perché il digitale sarebbe arrivato lo stesso e avrebbe stravolto le nostre vite e la nostra attività professionale.


Due articoli recenti pubblicati da Business Insider e dal World Economic Forum ci vengono in aiuto. Partiamo subito dal primo titolo di Business Insider.


Un titolo su cui nessuno fino a poco tempo fa avrebbe mai cliccato. Perché sembrava lontano anni luce.


Leggiamolo ora e vediamo che effetto fa.


Il food delivery ucciderà i ristoranti. Dalle case spariranno le cucine.


Davvero?


Sembra una frase da film di fantascienza.


I complottisti invece già penserebbero male.


Invece c’è una spiegazione chiara che ha a che fare con il digitale.


Nel luglio 2018 è apparso questo articolo che parla del 2030 e ovviamente l’ho subito letto per addentrarmi nei meandri di un settore che sembrava eterno: la ristorazione.


È davvero così eterno?


Nell’articolo si parla di come il food delivery è in costante crescita da anni e di come alcune startup del settore food iniziano a utilizzare i big data per rispondere a una domanda di servizio sempre più precisa e mirata.


I prezzi del food delivery scenderanno notevolmente in futuro, perché i ristoranti che ora forniscono il cibo hanno sul gobbo l’affitto dei locali e il personale per servire i clienti.


I ristoranti hanno anche uno spazio limitato per servire i propri clienti. I posti a sedere sono infatti limitati.


Con il food delivery serve solo una cucina e un cuoco. La quantità di clienti da poter servire sarà più alta ed ecco che il prezzo può scendere. Più persone possono permetterselo e quando qualcosa diventa conveniente cresce più rapidamente anche l’uso che se ne fa.


La pandemia ha letteralmente atterrato i ristoranti. Riaprire con meno spazio a disposizione per i clienti non dà la possibilità di sopportare i costi di gestione.


Siamo costretti a rifare i calcoli.


Lo spazio fisico è stato sempre un limite di ogni ristorante. Ora inoltre è necessario adattarsi per questioni di sicurezza.


Durante il lockdown alcuni ristoranti hanno risposto immediatamente alla chiusura passando al food delivery. Torneranno indietro? Continueranno? Io mi auguro di sì. Ma non è solo questo il punto.


Il loro luogo fisico non andrà più bene se le misure di sicurezza dovrebbero prolungarsi sul lungo periodo o alternarsi a periodi di pseudo normalità e periodi di livelli di sicurezza aumentati.


Ecco perché dovranno fare scelte importanti per il loro futuro e le devono pensare già oggi.


Ascoltare queste storie aiuta a trasformare la propria visione della realtà in una visione allargata che tiene conto di tanti input che producono risultati diversi.


Come fondatore di Brandscut, un’agenzia pubblicitaria offline, è diventata un servizio online su territorio nazionale. Tutti possono allargare i propri orizzonti e trovare strade alternative.


Non è la pandemia che ci obbliga, saremo noi che avremo un occhio sempre attento alle opportunità che la vita ci pone davanti.


Ora però vediamo quello che è lo scenario pubblicato da un parlamentare danese del World Economic Forum.


Nell’articolo del World Economic Forum si parla sempre del 2030.


Il 2030 era l’anno di riferimento prima della pandemia quando nel 2016 è stato scritto l’articolo.


Ora, è per caso un trend che verrà anticipato? Dobbiamo davvero attendere il 2030?


Vediamo di cosa parlava l’articolo.


Infatti già oggi non possediamo più fisicamente la musica, i video, i libri, la bicicletta o il monopattino.


Certo, qualcuno ha ancora una bicicletta o il monopattino, ma potrebbero non servirci più.


Spesso questi si noleggiano o in generale sono diventati servizi a consumo. La stessa cosa accadrà tra pochissimo anche per le auto e i vestiti. I prodotti diventeranno sempre più servizi a consumo.


Recentemente HM si è convertita ai vestiti a noleggio come hanno fatto alcune startup già qualche anno prima. E così faranno anche gli altri grandi brand.


Ma di questo ne parleremo nell’episodio specifico che riguarda proprio il settore dell’abbigliamento.


Ti consiglio di non perderti anche gli altri episodi che toccano altri settori particolari in cui assisteremo o abbiamo assistito a un cambiamento epocale e ai nuovi modelli di business che potrebbero esserti utile per creare la tua visione imprenditoriale.


Con il digitale infatti non solo si porta online quello che era sempre stato offline, ma si creano nuovi modelli di business per realtà già consolidate.


Ma torniamo a noi.


Nel 2030 di cui parla l’articolo del World Economic Forum le persone non possiedono molto ma hanno tutto.


Saranno libere di spostarsi a costi ridotti, senza possedere un’auto, ma con mezzi a energia pulita.


Se avranno voglia di cucinare riceveranno a casa il necessario per farlo altrimenti avranno il food delivery come servizio fisso.


Non sarà necessario avere una cucina nel proprio appartamento, non sarà necessario avere un armadio pieno di vestiti.


Arriveremo a quella che viene chiamata economia circolare.


Abbiamo sempre sentito parlare di economia circolare da chi sostiene meno consumi e un pianeta più pulito.


Ecco come alcuni Brand anticipano i tempi proprio per schierarsi contro un sistema e un modello di business che non può più essere sostenuto.


Ecco che nel mezzo della pandemia forse il problema non è chiedersi quando riaprire, ma come riaprire. Tante attività dovranno chiederselo, perché saranno quasi costrette a farlo.


Purtroppo come tutti i periodi transitori la disoccupazione è inevitabile. La crisi attuale è già l’annuncio di quello che succederà nei prossimi anni.


Fortunati o non fortunati ogni cambiamento riguarderà sempre tutti. È inevitabile.


La pandemia è la natura che ha voluto mettersi in mezzo alla nostra strada ma la nostra strada aveva già una tendenza che possiamo chiamare naturale.


Saremmo arrivati a questo punto anche senza pandemia.


Ora che lo sappiamo dobbiamo riflettere su come adeguarci a un mondo che evolve.


Forse avremo ancora un po’ di tempo, ma non dobbiamo cadere nell’errore che tutto prima o poi sarà come prima. Tutto infatti si sta trasformando. Il mondo è già cambiato.


Una nuova normalità non c’è ancora, ma l’attendiamo tutti.


La cosa più difficile è farlo capire, che bisogna reinventarsi.


Ecco che ti ho solo accennato concetti che possono aiutarti nella visione del tuo futuro imprenditoriale o di crescita professionale.


Se prendi spunto da quanto è già accaduto e da quanto sta già accadendo puoi più facilmente capire dove stai andando e che direzione prendere con la tua carriera professionale.


Per chi mi segue già ci sentiamo nelle prossime puntate del podcast che organizza le idee pratiche che riguardano il digitale, l’innovazione e la crescita professionale.


Negli episodi di Brandscut Rassegna Digitale relativi alla digitalizzazione parlo di alcuni settori che stanno per essere sconvolti affiancandoli a settori che sono già stati sconvolti qualche anno fa.


Ti consiglio di ascoltarli perché anche se non riguarda il tuo settore possono aiutarti a raggiungere la tua idea professionale più adatta a un mondo che cambia.


Se ti è piaciuto questo episodio e vorresti trovarne altri come questo ti invito a seguirmi iscrivendoti al podcast Brandscut Rassegna Digitale.


Ciao